Ottobre 22, 2019
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Il Castello di Taranto, un guardiano della storia

Imponente e massiccio, il Castello Aragonese, detto anche Castel Sant’Angelo, è la costruzione più maestosa di Taranto.

Di pianta quadrangolare, dotato di grande cortile centrale e di possenti torri circolari, l’edificio è affacciato direttamente sul mare, nella parte estrema dell’isola del Borgo Antico. Abbracciato da un fossato, l’ingresso era un tempo praticabile tramite due ponti levatoi. All'interno è tuttora visitabile la piccola cella di tortura, nella cui volta si apre un foro che diffondeva le atroci urla per terrorizzare gli altri prigionieri.

castello di taranto

L’edificio è di origine bizantina: venne costruito nel 916 per proteggere la città dagli attacchi dei pirati e di Venezia. Dopo successivi apporti da parte dei Normanni e degli Svevi, fu poi Ferdinando d’Aragona ad ampliarlo tra il 1487 e il 1492.

L’originario castello medievale erano fornito di torri particolarmente alte e sottili. Quando nel XV secolo si verificarono cambiamenti e innovazioni nell’artiglieria e nelle strategie di guerra, si resero necessarie delle modifiche all’edificio: le sottili mura medievali infatti non potevano più resistere contro gli attacchi dei nuovi cannoni. In modo particolare, la conquista di Otranto ad opera dei turchi nel 1480 rese evidente il bisogno di un nuovo tipo di fortificazione.

castello di taranto

Il nuovo castello di Ferdinando d’Aragona si presentava a forma “di scorpione”, con cinque torri rotonde agli spigoli, più basse e larghe delle precedenti, a cui vennero attribuiti diversi nomi (San Cristoforo, San Lorenzo, Sant’Angelo, Annunziata, Bandiera). Le mura avevano la stessa altezza delle torri (21 metri) e lo stesso spessore (8 metri). Nonostante il rafforzamento della struttura, i repentini cambiamenti nell’artiglieria resero insufficienti questi lavori. Saranno gli Aragonesi, nel 1502, ad ampliare le piattaforme sommitali per rendere più agevoli le manovre e l’uso dell’artiglieria.

In epoca moderna il castello passa alla Marina Militare, custode dell’edificio dal 1883. Nel 2003 cominciano i lavori di restauro negli ambienti interni, finalizzati a far emergere le antiche configurazioni del castello delle varie epoche di costruzione (greca, bizantina, normanna, svevo-angioina), riportando alla luce le superfici originarie di mura e pavimenti, riaprendo corridoi, locali e passaggi, e ristabilendo, inoltre, la permeabilità del castello e la funzionalità dei vari elementi difensivi.

Durante le operazioni di restauro, in collaborazione con l’Università di Bari e la Sovrintendenza ai beni Archeologici, sono stati effettuali scavi che hanno portato alla scoperta di numerosi reperti dei diversi periodi che abbracciano quasi tre millenni di storia.

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