Novembre 16, 2018

Weekend in Valle d'Itria

Aprile dolce dormire...non in Valle d’Itria! Con l’arrivo dei ponti di primavera, il viaggio è a portata di mano.

Famosa per i suoi trulli e i fantastici fischietti in ceramica, la Valle d’Itria è la terra giusta dove soffermarsi qualche giorno alla scoperta di una Puglia autentica, quella racchiusa fra i sette colli.
1 giorno: sabato fra i trulli di Alberobello
Il tour inizia ad Alberobello, capitale del trullo per eccellenza: una bella camminata da Via Monte Pasubio, Largo della Foggia e Via monte Nero nel Rione Monti, il quale ospita ben 1030 trulli primitivi. Famosissimi i Trulli Siamesi, “Casa Pezzolla” e Trullo Sovrano, esempi singolari di casa museo dal tetto appuntito, custodi di antichi usi della vita popolare e contadina.

 

Nell’atmosfera onirica del paese, fatta di lamie e segni esoterici, si attraverseranno le Chiese trullo di Sant’Antonio e del Carmine, armoniose con i loro splendidi rosoni, e il Museo del Vino “Giampiero de Santis”, location ideale per una visita - degustazione al sapore di buon vino pugliese.


Per non parlare dello shopping: lasciatevi ispirare dai graziosi negozietti artigianali, dove non passeranno inosservati i giunchi.


Ma non pensate che ad Alberobello vi siano solo trulli! Seppur minore, la Basilica dei Santi Medici si rivelerà maestosa ed imponente.


E se vi capita di passare per la sede dell’ufficio informazioni, ricordatevi che vi state recando alla Casa d’Amore, la prima dimora costruita in calce nel lontano 1700.


Più raccolta ed intima, invece, l’Aia Piccola, altro rione ameno di Alberobello, prossima al belvedere, dove il panorama merita molto, così come la sua cucina: approfittate degli incantevoli ristorantini di zona fra i vicoli in calce bianca. A voi la scelta: piatti a base di pasta fresca, “gnummareddi” e frittata di lampascioni!


Nel tardo pomeriggio ci si rivolgerà alla rossa campagna per raggiungere Martina Franca e concludere la prima giornata al trionfo barocco e rococò. Alla sommità della città vecchia vedrete le cappelle del ‘700 e la Concattedrale di Santa Maria Assunta. 
Ai tesori culturali, vi si affiancano quelli enogastronomici: la movida del centro si caratterizza di numerosi locali musicali, occasione speciale per assaporare capocollo, salame casereccio, burrata, cacioricotta e giuncata. Da non perdere, l’olio della zona e i deliziosi bocconotti!


Dopo una giornata così, cosa c’è di meglio che fermarsi a dormire qui, accoccolati in un trullo, in un relais o in una masseria rurale?

2 giorno: domenica a Locorotondo
Il giorno seguente si va a visitare Locorotondo. Arroccato in collina con il suo antico nucleo circolare, il paese si fa visitare lentamente. Ringhiere in fiore e pergolati bianchi ornano le “cummerse”, dimore in stile nordeuropeo ricoperte di “chiancarelle”. L’ingresso in città è sotto la cinta muraria per far visita ai giardini di Villa Garibaldi e Via Nardelli, il “Lungomare” di Locorotondo: in realtà il mare non c’è, ma il panorama è spettacolare!


L’agglomerato architettonico, infatti, si armonizza di viuzze concentriche e della campagna sottostante, centellinata da più di centro contrade, ognuna da visitare. Ma Locorotondo non finisce qui: Largo Bellavista è sede della Chiesa di San Giorgio martire, Palazzo Morelli e Torre dell’Orologio, primi emblemi barocchi. Appena fuori le mura, la Madonna Greca, la più antica chiesa del posto, caratterizzata da intarsiature e stili romanici del 1500.


Le ringhiere ornate in fiore accentueranno il clima primaverile, l’atmosfera giusta per proseguire con il divertimento serale nei tipici locali del paese, come la storica Cantina Sociale, spazio eno-culturale dove degustare un ottimo bianco Locorotondo DOC accompagnato da deliziose orecchiette fresche e ricotta. Alla lista di cose da vedere e fare qui, vi si aggiungono i numerosi bar e locali caratteristici della zona dove trovare i dolcissimi “sporcamussi". 

Scoprite perché si chiamano così! La notte, frattanto, scorrerà piacevole in una delle accoglienti strutture del posto.  

3 e 4 giorno: un candido 25 aprile 
L’itinerario di viaggio in Valle d’Itria prosegue il terzo giorno verso Cisternino, dov’è possibile scorgere la meravigliosa valle della Murgia meridionale. Piccola e bellissima, la cittadina merita di essere scoperta in lungo e in largo con una bella escursione trekking o biketour sugli sterrati rurali: papaveri rossi contornano stradine aggrovigliate prossime a siti archeologici e monumenti storici di impronta normanna e basiliana.


Un luogo bucolico dove ristorarsi all’ombra di un ulivo o su una panchina, a stretto contatto con la natura circostante fatta di coltivazioni, vigneti e frutteti. Da “Porta Picenne” al centro storico, solo edifici bianchi, tra cui spicca la Chiesa di San Nicola di Pàtara e l’ashram di Bhole Baba, che richiamano a sé numerosi turisti spirituali. Qua e là per il paese, qualche fornace fumante diffonde l’odore di bombette di carne, davvero gustosa, un must nella macelleria locale.

Nel pomeriggio, percorrendo la strada provinciale 21, ci si rivolge ad Ostuni, la città più candida della Valle d’Itria. Impeccabile come sempre, pronta ad accogliere i suoi turisti fra mura fresche e linde: romanico pugliese, neoclassico, barocco e rococò ed arte orientale si intrecciano fra loro donando una luce originale ad un paese che per secoli è stato terrorizzato da dominazioni e saccheggi.


Soprattutto al tramonto, la sua bellezza sembra risplendere in tutto il suo candore: sotto gli archi acuti del centro storico, una fila di scale ospita tavolini e puff blu, su cui sorseggiare comodamente un buon drink in un happy hour a base di pesce. Illuminata a vista, Piazzetta Sant’Oronzo con la sua guglia votiva, l’ex cattedrale dallo stile gotico, la Chiesa di San Francesco d’Assisi e la Chiesa di San Vito, che a mò di museo rococò racchiude la storia della Delia, una donna incinta di 25.000 anni fa. Ostuni è meravigliosa di sera, vale la pena trascorrervi la notte del 24 aprile.

Il 25 aprile ad Ostuni, infine, si passeggerà alla luce del sole sul saliscendi di vicoli ed angoli adornati di insegne, botteghe artigianali e negozietti sfiziosi, intravedendo scenari fantastici all’orizzonte del mare. Una volta acquistato il costume, pochi minuti ed ecco Costa Merlata per inaugurare il primo bagno di stagione nell’Adriatico. Un 25 aprile speciale per visitare Ostuni nella sua interezza.

 

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