Novembre 13, 2019
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Gravina di Puglia sotterranea: la città nascosta

Gravina di Puglia è una delle località nel cuore della Puglia, che racchiude in seno tesori inesplorati e affascinanti.

È abbarbicata sulla sommità di uno sperone che domina il crepaccio scavato dall’omonimo fiume, in un territorio brullo e dissestato, costellato da canyon, cavità carsiche e chieste rupestri, che celano al loro interno preziosi affreschi, testimoni dell’antica presenza dell’uomo in queste zone. 

gravina di puglia
Non tutti però conoscono il volto invisibile di quella parte di città che si sviluppa nel sottosuolo: esiste infatti una Gravina di Puglia nascosta, che si espande in una serie di cunicoli, grotte e cantine inesplorate.


Queste furono riportate alla luce nel 2004 dal gravinese Michele Parisi, piccolo imprenditore edile della zona, appassionato di speleologia, che, con tenacia e perseveranza, andò alla scoperta di una Gravina inedita e sconosciuta, penetrando i misteri racchiusi nei meandri di cunicoli impraticabili, insieme a compagni fedeli, pronti a condividere i rischi di una spericolata avventura.

Sotto alcune zone della città vi è nascosto, infatti, un intricato reticolo, che collega diversi antri, sepolcri e chiese rupestri, creando così un labirinto sotterraneo e misterioso, scavato attraverso i secoli e divenuto grande due volte l’attuale centro storico.

gravina di puglia

Come si è sviluppata questa rete nascosta nel sottosuolo? Abitata fin dal neolitico, perché ricca di acqua e grano, Gravina fu centro cerealicolo per Greci e Romani. La popolazione viveva nelle grotte affacciate sul burrone. In seguito, per difendersi dalle incursioni di Visigoti, Vandali e Saraceni, cominciò a intagliare lastroni di tufo per edificare sulle caverne, alzando mura e case fin sulla rupe. Sotto il centro abitato cominciarono a svilupparsi in parallelo cantine e sotterrai, che furono utilizzate quasi fino al XX secolo, quando questo patrimonio archeologico e storico-culturale cominciò ad essere ignorato e trascurato.

gravina di puglia

Diversi sono i punti di interesse venuti fuori, grazie all’intervento del Parisi: la strada sotto la villa comunale porta alla fogna bianca medievale, che percorre il perimetro della città vecchia ed è ancora piena dell’acqua che prendeva dalle fonti. Sotto la piazza principale è stata trova una cisterna del 1660, con una capienza di ben tre milioni di litri.


Sul retro dell’antico palazzo Orsini (dove nacque il futuro papa Benedetto XIII) è stata rinvenuta una cantina in tufo, profonda venti metri, sulle cui pareti è ancora presente lo stemma di famiglia. Sparsi sul pavimento blocchi e lastroni di tufo già tagliati e mai utilizzati, che venivano trasportati a braccia dalla gente, pagata con un po’ di olio, pane e grano.

In un’altra cantina, di un palazzo del 1700, posto vicino la cattedrale,  vi è un tornio in legno, vecchio almeno 200 anni, poggiato su un pozzetto con una statua a forma di Bacco, dalla quale sgorgava il vino pigiato. Sulle pareti, sculture secolari corrose dal tempo, tra cui è ancora possibile distinguere un angelo ed  uno stemma nobiliare.

Oggi alcuni di questi siti sono in parte visitabili, grazie all’attività dell’associazione “Gravina Sotterranea”, la quale organizza una serie di itinerari che possono avere diversa lunghezza e durata.

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