Ottobre 24, 2019
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Il carnevale di Putignano

Quello di Putignano, dopo quello di Venezia, è il secondo carnevale più antico d'Italia; risalente al 1394 è anche uno dei più antichi sia in Europa che nel mondo.

Si svolge a a Putignano, comune di 27 mila abitanti nella zona delle Murge e in provincia di Bari, ed è legato ad una profonda tradizione che trae origine da avvenimenti storici che hanno interessato questa cittadina diversi secoli fa.  Il periodo storico di massimo splendore di Putignano risale alla dominazione dei Gerosolimitani o Cavalieri dell'Ordine di Malta, che diedero un forte impulso allo sviluppo di un centro culturale, spirituale e militare.

In particolare vennero costruite delle cinte murarie per difendere la cittadina dalle invasioni di popoli provenienti da altre zone del Mediterraneo, principalmente i Saraceni. Proprio in virtù di questa protezione dagli attacchi nemici, vennero trasferite qui le reliquie di Santo Stefano Martire e la leggenda narra che tutto cominciò allorquando i contadini, dediti alla coltivazione della vite, decisero di celebrare il festoso evento in maniera del tutto singolare. 

Si cosparsero infatti il volto di farina e  iniziarono a recitare dei versi nella lingua locale, inscenando anche scherzi, e in questo modo prese vita la tradizione burlesca e giocosa delle cosiddette Propaggini. Bisognerà attendere l'epoca fascista, per assistere ad un cambiamento radicale della tradizionale festa contadina, che si trasforma in una parata allegorica cittadina, con l'utilizzo di carri e di travestimenti satirici.  Il primato del Carnevale di Putignano però è da ricercare in un'altra caratteristica, che è la durata delle celebrazioni.

Prendendo spunto dalle usanze religiose e dalla devozione al Santo patrono locale, gli abitanti di Putignano accendono, il 27 dicembre di ogni anno, dei ceri votivi nella cattedrale della città, per chiedere perdono dei peccati che si andranno a commettere nella festa che di lì a pochi giorni inizierà ufficialmente.

Solo dopo questo rito, si dà inizio alla recita delle Propaggini in dialetto putignanese, di versi satirici dedicati ai personaggi di spicco della politica, o dell'attualità. Anche vizi e virtù dei cittadini diventano l' oggetto grottesco e ludico della narrazione;  i figuranti recitano con abiti che richiamano la tradizione contadina, il tutto accompagnato da musiche e balli tipici. Le piazze si riempiono, la gente accorre numerosa per a partecipare all'evento che coinvolge attivamente tutti i putignanesi.

Lo scherzo ruota attorno al cosiddetto ceppone, che è il simbolo della tradizione vinicola e poi in rima baciata, vengono inscenati esilaranti canti che intrattengono ogni anno migliaia tra paesani e visitatori. Ancora, dal 17 gennaio in poi, giorno di venerazione di Santo Antonio Abate, ha inizio una spassosa messa in scena di prese in giro delle varie categorie sociali, cominciando da quella religiosa per finire con quella politica, passando per il privato cittadino nel quale tutti si possono identificare.

Tutta la celebrazione vede il suo culmine il giorno del martedì grasso, e dopo quasi due mesi di festeggiamenti, qui lo spettacolo è garantito. Carri allegorici sfilano maestosi lungo le strade, richiamando a festa migliaia di persone da tutto il sud Italia e la gioia del Carnevale invade Putignano, regalandole un volto spettacolare, come poche altre città potrebbero avere.

Quello che colpisce non è solo la bravura dei maestri artigiani che realizzano queste vere e proprie opere d'arte mobili ma soprattutto la capacità di colpire nel segno, mettendo in scena una satira pungente e attuale, come solo i putignanesi sanno rappresentare. Il carnevale da queste parti si dice che muore il giorno di martedì grasso ed è rappresentato allegoricamente da un maiale, simbolo di tutti i vizi più tipici della razza umana, soprattutto di quelli più carnali.

Anche Putignano come tutti i carnevali che si rispettino ha una sua maschera tipica, come Napoli ha il suo Pulcinella e Venezia il suo Arlecchino, qui c'è Farinella, che è legato ad una tradizione storica antichissima e si presenta con un vestito molto singolare. La maschera indossa infatti un abito vivacissimo e un cappello a due punte con sonagli, anticamente si dice che sia stato vestito in rosso e blu, i colori rappresentativi della città, ma non si esclude una evoluzione di questa maschera che ogni anno fa sognare e divertire migliaia di bambini e adulti di ogni età.

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