Ottobre 22, 2019
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Gargano rurale e masserie locali

Si pensa al Gargano come alla vacanza balneare per eccellenza, all’insegna di sole, mare e divertimento estivo.

In realtà, il Gargano è anche natura: la fauna, la flora e, perché no, anche la storia sono i veri protagonisti di questo luogo ameno.  Immaginate un percorso trekking fra i sassi di Monte Sant’Angelo, immersi nel profumo intenso del pruno selvatico. Vibrazioni indimenticabili, sommersi all’interno del Gargano, un itinerario tutto green all’insegna dell’accessibilità e dell’accoglienza, da parte di coloro che il Gargano lo vivono da sempre.

L’Oasi del Lago Salso, a ridosso del Golfo di Manfredonia, si distende tra paludi e vasti pascoli. Un paradiso per i cultori di birdwatching, i quali muniti di cannocchiale potranno osservare 300 specie di uccelli tra fenicotteri rosa, aironi ed anatre. L'oasi comprende ben sette sentieri naturalistici, percorribili a piedi, in bici o a cavallo, e lungo i quali ci si può imbattere in simpatici ricci e tassi. L’Oasi, facente parte del Parco Nazionale del Gargano, è salvaguardata dal WWF ed è stata, inoltre, classificata dall’UE per il Life Project, col fine di proteggere l’ambiente e l’avifauna. 

oasi lago salso
Percorrendo il Promontorio al suo interno, si prosegue in salita. E' possibile optare tra due fattorie didattiche: Agriturismo Terra del Sole presso la pedegarganica Rignano, e Coppa di Mezzo nell’omonima frazione di San Marco in Lamis, un po’ più su in montagna. La prima dispone di un ventaglio di laboratori stagionali che insegnano i valori delle tradizioni locali segnate dal lavoro della terra e dall’importanza del ruolo degli animali. Presso la seconda sarà possibile svolgere laboratori didattici e sensoriali interamente dedicati alla zootecnia, geologia e alle tradizioni culinarie con tanto di assaggio enogastronomico a Km 0. Una gioia anche per mamma e papà!

pedegarganica

Immersi tra i borghi rurali, è imperdibile una  visita alla Grava di Campolato, la più profonda vallata carsica della Puglia contenente acque piovane in 300 metri di profondità. E di lì a poco, Piana dell’Incudine (Monte Sant’Angelo) incastonata tra Monte Calvo (1055m), il monte più alto del Gargano, e Bosco Quarto, il secondo polmone verde dopo la Foresta Umbra. In una passeggiata all’ombra di altissimi cerri e tra qualche agrifoglio sparso qua e là, magari i più fortunati potranno avvistare il lupo appenninico. 

A Mattinata l’Agriturismo Monte Sacro, sarà felice di coinvolgervi alla mungitura e alla preparazione del latte, utile per cucinare insieme deliziosi prodotti tipici. Altrimenti fatevi coccolare alla Masseria Santa Maria, in cui si potrà assaporare un delizioso olio di produzione aziendale. Poco distante (20 kilometri circa) a nord-est del Promontorio, si avvisteranno nella loro maestosità i 10.500 ettari di Foresta Umbra, testimonianza del faggeto meridionale e dell’oasi faunistica costituita da daini, caprioli, tassi e mufloni. Al suo interno, il Museo Naturalistico racconta la sua storia ed offre ai visitatori la carta dei sentieri naturali, un pizzico di avventura in più per gli amanti del trekking.

Infine, a 7 Km da Vico del Gargano, dimenticate il dominio della foresta e seguite l’odore delle orchidee, degli agrumeti e degli uliveti che a nord si alimentano a Fonte Canneto e nel Torrente Romandato, noto come il “Canyon” del Gargano.  Da qui in poi, sarà possibile raggiungere il percorso didattico, dove ammirare anomale formazioni calcaree tra cui mulattiere, “piscine” e “neviere” (conche naturali in cui in inverno si depositano rispettivamente acque piovane e residui di neve utili, un tempo, all’allevamento e alle coltivazioni in estate). 

E da non perdere il caciocavallo podolico di presidio Slow Food da degustare insieme alle favolose fave e all’olio, entrambi di produzione biologica, presso il borgo agricolo dell’Agriturismo Oasi (Carpino). Nuovamente a valle, il Bosco Isola nel’istmo che divide dal mare il Lago di Lesina e di Varano, sorprendentemente uno di acqua dolce e l’altro salato, e ricchi di profumi come l’alloro, il mirto, il rosmarino e il raro cisto di clusio.

Allora, pronti per l’avventura?

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