Luglio 18, 2019
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Trekking nella natura dei monti dauni

I luoghi più reconditi dei Monti Dauni accolgono itinerari unici. Se vi piace addentrarvi nei meandri della natura, questi sei percorsi faranno al caso vostro.

Partiamo da Faeto, a 866 m sul livello del mare, alla volta di “Bosco della Difesa”: dal centro storico lungo la S.P.125, in prossimità di Celle San Vito, per 6km tra salite e discese. Nel bel mezzo dell’itinerario, percepirete la ruralità del paesaggio, adattato nella sua natura alle esigenze degli abitanti. Il rigoglioso bosco di conifere e latifoglie si estende lungo le rive del torrente Celone. Da qui si salirà all’ingresso di Castelluccio Val Maggiore.

Seconda opzione: in una sola ora e mezza, da Alberona a Biccari. Come? Dal fontanile di “San Giacomo” sulla S.P. 130 sarete diretti su, al torrente Vulgano, dove splendidi uliveti, orchidee selvatiche e mandorli vi accoglieranno in un paesaggio bucolico. Tra avvistamenti di volatili e mammiferi (lupi e cinghiali), percepirete il profumo della menta d’acqua, dell’origano e del timo. Per circa 3km, salirete in quel di Biccari senza accorgervene.

Sulla S.P.129 (Roseto Val Fortore-Biccari), il Vivaio forestale vi travolgerà per ben 4km in un mix di colori. L’Orto di Zolfo e il Canale del Tufo si trovano a ridosso del Bosco della Cerasa: noccioli, cerri, funghi, rose canine, asparagi e pungitopo arricchiscono il fertile paesaggio di un valore aggiunto: i tesori dell’enogastronomia e dell’artigianato locale. Circa ad un’ora dall’inizio del cammino, “Vado del Tufo” è il luogo di una sosta tranquilla,  per poi proseguire l’escursione all’interno del bosco selvatico.

Invece, la S.P.139 (Accadia-Bovino) dirama un ulteriore percorso pari a 2 ore mezzo, in direzione “Bosco Difesa”. Start: “Mulattiere di Acquatorta, nell’area di Agata delle Noci (Deliceto), il cui bosco Macchione, il primo della serie sul Monte Tre Titoli, è una vera macchia verde, costituita da cerri e agrifogli. Uno spettacolo mozzafiato soprattutto in autunno! Gli abbeveratoi e i casolari sono sinonimo della protezione dell’ambiente e della fauna che vi abita (ricci, falchi, tassi, cinghiali, volpi, donnole, ecc…). A sud del monte si scenderà per 6km. Non potrete sbagliarvi, località “Montagnone”, nei cui pressi è ubicato il Bosco Difesa (località “Paduli”), che sprigiona un’atmosfera campestre e rurale: il posto ideale per godersi il relax della sosta.

Il quinto itinerario inizia da Rione fossi, Accadia: la S.P.137 bis sfiora la Via dei Mulini. Svoltando a destra, si scenderà a località “Grotte”, testimonianza delle antiche abitazioni di un centro ormai abbandonato. La S.P. Bastia, che con la S.C. Grotte prosegue verso la vecchia S.S.91 ter, vi condurrà a un sentiero per arrivare a località “Paduli” e, di volta, nel Bosco Difesa, fra querce ed olmi secolari.

Nella grande valle delle Coste non mancano testimonianze storiche, come il ponte romano, la Chiesa medievale di Sant’Antuono e i ruderi dei vecchi mulini. Dopo soli  10km di strada eccovi al Torrente Frugno e Sant’Agata di Puglia sarà proprio sopra di voi.

L’ultimo percorso vede protagonista Roseto Val Fortore, con un percorso di 10km, caratteristico per i suoi Mulini ad Acqua, esempio di archeologia industriale. E ci si incammina proprio da Via dei mulini nel centro storico del paese, attraversando la S.P. per Castelfranco in Miscano. Lì, località “Serra Molanara” e subito dopo il Canale Vandagillo. 

Gli splendidi mulini accolgono al loro interno il Museo d’Arte Antica, testimonianza dei costumi e delle pratiche rurali degli autoctoni. Proseguendo, sulle strade “della Pietrera” e “della Difesa”, a ridosso della fontana “La Rocchetta”, vi ritroverete sul Colle Spinapolice, a 835m di altezza, tra aceri e roverelle del Bosco Vetruscelli.

Avete sete? Siete stanchi? Nessun problema! Dopo aver raccolto ottimi tartufi, l’acqua oligo-minerale della “Fontana Imborchia” vi disseterà abbastanza da riprendere il camino ben presto. Che meraviglia camminare lungo il Fortore! A valle, tramite la S.P. Faeto-Biccari, una grande vasca in pietra: dopo 4 ore di cammino, l’Abbeveratoio Antinozzi, sorgente originaria dello stesso fiume.

Un trekking così, fa bene al corpo quanto all’anima.

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