Maggio 21, 2019
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Itinerari religiosi nel Salento

Celebre per le sue spiagge, l'ottima gastronomia, la calda accoglienza e i meravigliosi paesaggi, la penisola salentina che si insinua nel Mediterraneo e lo divide in due mari, è anche una terra dove la fede è più viva che mai, una terra profondamente permeata dalla spiritualità. 

D'altra parte è la stessa storia a raccontare come fosse proprio il Salento il punto di imbarco per i pellegrini che si recavano al Santo Sepolcro e, sempre su queste coste, giungevano nei secoli scorsi, i cristiani diretti a Roma o Santiago de Compostela. Insomma, una terra di passaggio dove sono transitati santi ed eroi e, primo tra i santi che vi giunsero, vi fu l'apostolo Pietro, che si dedicò all'evangelizzazione dei salentini prima di dirigersi verso Roma.

Sono tanti gli itinerari religiosi del leccese, si possono seguire le orme di San Pietro, quelle di Sant'Oronzo, ripercorrere le tappe della vita di San Giuseppe da Copertino o ancora dedicarsi alla scoperta delle chiese di Lecce per immergersi in un percorso fatto di meraviglie barocche.

Santa Maria di Leuca, che segna l'estremo sud della penisola, cambiò il suo nome proprio grazie all'apostolo Pietro. Un tempo chiamata Leukos, dal greco "bianca" per il colore delle sue case, divenne uno dei principali centri cristiani e fu qui che sorse uno dei primi edifici dedicati alla Vergine Maria. La chiesa dedicata a Maria c'è ancora: è la basilica di Santa Maria de Finibus Terrae, sorta sul tempio pagano di Minerva che Pietro trasformò in un edificio di culto mariano.


Dei culti pagani di un tempo conserva ancora l'antica ara, ma ciò che colpisce di più di questa chiesa, che si erge sull'estremo lembo meridionale della penisola e che da sempre è meta di pellegrinaggi, è il suo aspetto sobrio, la si direbbe una dimora civile. Se non fosse per la Croce Petrina, che si innalza lungo il viale che conduce alla basilica a perenne ricordo del passaggio di Pietro, si potrebbe pensare a un palazzo signorile contornato da un ampio piazzale composto da arcate. Dalla basilica a San Giuliano di Lecce, frazione di Castrignano del Capo, il passo è breve e qui si trova un altro edificio dedicato al primo apostolo. La chiesa è antica e non è più in buono stato, ma ha alle spalle oltre mille anni di storia, mentre le sue pietre sono ancora più antiche: provengono dalla città messapica di Vereto. 

Ripercorrendo i sentieri dei pellegrini medioevali si giunge a Barbarano, dove nei sotterranei del seicentesco complesso monumentale del Belvedere, la presenza di tre antichi pozzi consentiva un ristoro sulla via verso Finibus Terrae. Infine l'ultima tappa sulle orme di Pietro conduce a San Dana, luogo di preghiera dei monaci basiliani. Qui si pregava nelle grotte e la cripta di Sant'Apollonia, affrescata con immagini sacre del V e VI secolo, è il luogo di culto che maggiormente richiama alle origini della fede.

Non solo nel Salento, ma nella Puglia intera, è profondamente radicato il culto per Sant'Oronzo, il primo vescovo di Lecce che morì martire agli albori del cristianesimo. Nato in quelli che sono oggi i sobborghi del capoluogo, svolse la sua opera di evangelizzazione in questi luoghi e tutto pare parlare di lui. Patrono di Lecce, Campi, Muro Leccese, Botrugno, Acaya, Diso e poi ancora di località del brindisino come Ostuni e Turi, si possono seguire le sue orme nella visita alle chiese a lui dedicate, a partire dal Duomo, dove si trova una splendida cappella barocca con la statua argentea del santo. 

Lecce però, con le sue tante chiese barocche, offre a tutti coloro che vogliono seguire un itinerario religioso/culturale innumerevoli spunti. La bianchissima chiesa di San Matteo si rifà ai canoni barocchi del Borromini, mentre la Basilica di Santa Croce, monumentale e con la sua facciata stupendamente decorata, lascia stupefatti. Bianchissima anche San Giovanni Battista, chiesa fondata dai domenicani, mentre quella dedicata ai Santi Niccolò e Cataldo, voluta dai Normanni, è una splendida commistione di romanico e barocco leccese. Meravigliosa Santa Chiara, uno degli edifici religiosi più noti della città e che dire di Sant'Irene ai Teatini, la basilica dedicata all'antica patrona di Lecce? Un vero gioiello.

Anche Giuseppe Desa, più noto come San Giuseppe da Copertino è vissuto in Salento. Frate francescano che, colto da estasi durante le preghiere e la celebrazione dell'eucaristia, lievitava sollevandosi dal suolo. Proprio per queste manifestazioni che potevano turbare i fedeli fu allontanato e tenuto nascosto nel convento di Osimo dove morì, ma a Copertino sono tanti i luoghi che lo ricordano. 

Lo splendido santuario settecentesco della cittadina è sorto inglobando la stalla dove Giuseppe nacque nel 1603, la casa paterna del religioso, ora trasformata in cappella, ricorda le sue umilissime origini. Ma è alla Grottella, il santuario cinquecentesco annesso al convento dove Giuseppe viveva le sue estasi, che si può provare il contatto con la vera fede.

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