Novembre 21, 2019
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La cattedrale di Trani

Imponente, austera e solenne, una gemma preziosa sulle rive dell’Adriatico: la Cattedrale di Trani cattura così lo sguardo di chi sbuca dai vicoli del centro storico e ne ammira la meraviglia.

L’edificio svetta con estrema eleganza sul lungomare della città, quasi come una sentinella sospesa sull’acqua, rappresentando un ponte di congiunzione tra la cultura occidentale e quella orientale. Pregevole esempio di romanico pugliese, l’edificio religioso è costruito in tufo calcareo locale e presenta una particolarità che lo rende unico nel suo genere: è una chiesa “doppia”, con una splendida cripta, dove sono custoditi i resti di San Nicola Pellegrino.

cripta cattedrale trani

Al santo è infatti legata la nascita della chiesa: secondo la leggenda, San Nicola, dopo un viaggio che lo aveva portato dal monastero di San Luca nella Focide attraverso la Grecia e la Dalmazia, sbarcò a Trani, dove morì all’età di 18 anni. Dopo la sua morte si verificarono una seria di miracoli a lui attribuiti, tanto che l’arcivescovo di Bisanzio si adoperò perché venisse proclamato santo. 

Nel 1099 cominciarono i lavori per la costruzione di una chiesa a lui dedicata, sui resti della precedente Chiesa di Santa Maria della Scala, cattedrale paleocristiana, la cui origine risaliva al IX secolo.

affresco cattedrale trani

L’alta facciata della Cattedrale è dominata da un rosone decorato con figure zoomorfe ed è fiancheggiata dalla torre campanaria che domina la costruzione, realizzata nel XIII secolo da Nicolaus sacerdos et protomagister.

rosone cattedrale trani

Da una doppia rampa di scale si giunge al portale di bronzo del 1180, opera di Barisano da Trani, che introduce alla chiesa superiore, terminata nel XIII secolo, con impianto basilicale, tre navate divise da colonne binate e absidi semicircolari estremamente slanciati,che contribuiscono a dare un senso di leggerezza all’edificio.

La chiesa superiore comprende la prima cripta, corrispondente alla Chiesa di Santa Maria, che conserva ancora l’originaria pavimentazione musiva. Questo tipo di cripta si differenzia dalle altre in quanto non “nascosta”: si presenta infatti luminosa e alta, con una lunga aula divisa in tre navate da ventidue colonne di spoglio.


Una scala conduce invece alla seconda cripta, dedicata a San Nicola Pellegrino, dove ne sono conservate le spoglie. Qui colpisce la presenza di colonne di marmo greco alte e sottili, che conferiscono un'impressione di levità veramente bizantina.

L’edificio religioso è stato rimaneggiato nel corso del tempo. In modo particolare, tra gli anni ’50 e ’60 del secolo scorso, sono stati effettuati numerosi interventi per recuperarne la struttura architettonica originaria, con la demolizione del cappellone del Santissimo Sacramento, risalente al ‘700, e della sacrestia.


Sono state inoltre ridotte le numerose cappelle interne e rimosso lo strato di stucco lucido come decorazione. Anche il campanile ha subito modifiche: è stato ricostruito, sono stati eliminati i soffitti del ‘700 e ripristinate le tettoie a capriate.

Oggi la Cattedrale di Trani resta ancora un monumento di fascino nella storia e nell’arte pugliese.

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