Luglio 19, 2019
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Monte Sant'Angelo e Abbazia di Pulsano

La Puglia è conosciuta per i suoi numerosi santuari religiosi; la provincia di Foggia è nota soprattutto per quello di San Giovanni Rotondo dedicato a Padre Pio e realizzato, nella sua versione più recente, da Renzo Piano.

Nella parte meridionale dello sperone però, si trova anche Monte Sant'Angelo: meta di escursionisti, biker e amanti del trekking, è anche luogo di preghiera per molti Cristiani provenienti da tutto il mondo. Il noto santuario antico che ospita, racchiude le testimonianze della presenza longobarda in Puglia, e proprio per questo è stato dichiarato Patrimonio dell'UNESCO nel 2011.

Basilica di San Michele Arcangelo

La tradizione vuole che la basilica minore di San Michele Arcangelo, fosse già stata costruita nel III secolo, a celebrazione della prima apparizione del Santo. L'area comunale è oggi parte dell'Ente Parco Nazionale del Gargano, ma nel VII secolo era invece sotto le intendenze del Ducato di Benevento.

Il popolo dominatore iniziò a sollecitare gli interventi di ristrutturazione e rimaneggiamento del santuario, per renderlo luogo di culto e meta di pellegrinaggio.

 Sono infatti molte le personalità religiose e di spicco che si sono fermate a visitare il luogo: come il papa Leone X e il re Carlo d'Angiò. I duchi di Benevento veneravano l'Arcangelo Gabriele, promossero numerosi interventi di ristrutturazione per facilitare l’accesso alla grotta della prima apparizione e per alloggiare i pellegrini.

basilica san michele

In poco tempo quindi, l'edificio divenne uno dei tre più importanti luoghi religiosi del mondo dedicati a San Michele; i Cristiani che seguivano la cosiddetta Via Francigena che conduce a Roma e, in linea d'aria a Gerusalemme, facevano infatti tappa qui, presso questa variante definita 'Via Sacra Langobardorum'. Con la caduta del Regno, presso la chiesa si avvicendarono gli interessi dei successivi dominatori della regione: prima i Normanni poi gli Svevi e infine gli Angioini. La basilica ha una struttura molto semplice, divisa secondo due livelli; al livello superiore si trovano il portale, in stile romanico, e il campanile angioino.

Fu infatti Carlo d'Angiò ad ordinarne la costruzione, come ringraziamento al Santo per avergli permesso la conquista dell'Italia del Sud. Nell'area superiore si trovano la Grotta, il museo e le cripte

La grotta è parte del primo nucleo del santuario: è infatti il luogo devozionale in cui si recano i pellegrini per pregare l'Arcangelo; qui, i fedeli vengono infatti accolti da una statua in marmo di Carrara del 1507, che si dice sia il primo esempio di opera rinascimentale dell'Italia del Sud.

grotta san michele

Accanto alla statua del Santo, si trovano la cattedra episcopale e un'icona di San Sebastiano. Anche le cripte risalgono all'epoca originaria in cui i Longobardi si occuparono dell'edificio, e servivano per l'entrata alla grotta. Oggi non vengono più utilizzate a quello scopo, ma le preziose iscrizioni che ne decorano le pareti, rappresentano il lascito dei numerosi fedeli europei che visitarono la chiesa nel corso del secoli.

Abbazia di Santa Maria di Pulsano

Sempre sotto le intendenze della provincia di Foggia, all'interno del complesso di Monte Sant'Angelo, si trova un'altra pregevole architettura religiosa: l'Abbazia di Santa Maria di Pulsano, 'Luogo del Cuore' del FAI dal 2010. 

Eretta verso la fine del VI secolo sui resti di un antico tempio greco dedicato al culto di Calcante, la struttura divenne di proprietà della Congregazione Pulsanense solo nel Medioevo. Fu infatti solo sotto l'ordine dei monaci che l'abbazia venne restaurata e rinnovata, e che l'annessa chiesa della Santa Madre di Dio venne ultimata; sotto il suo altare riposavano le spoglie di San Giovanni da Matera, abate pulsanese che si era occupato di rilevare il cenobio

abbazia pulsanoDisciolto l'ordine, nel XIV secolo, e dopo un breve periodo in cui l'edificio passò nelle mani dei Benedettini, furono infine i Celestini a tutelare l'unicità del luogo.

Nel XV secolo, il frate locale Ludovico Giordani si incaricò di ordinare la costruzione dei due altari laterali della chiesa abbaziale, oggi non più esistenti; da qual momento, l'edificio subì una serie di eventi avversi: a causa di un violento terremoto che la danneggiò severamente, nel 1646, l'archivio e la biblioteca andarono distrutti, in seguito, con l'arrivo del regime napoleonico, l'abbazia fu ceduta al Demanio, e nel 1966, l'icona della Madre di Dio di Pulsano, testimonianza dello stile bizantino-italiano, venne trafugata.

abbazia pulsano

eremi pulsano

 abbazia di pulsano

abbazia di pulsano

Finalmente nel 1997, la chiesa venne riaperta al pubblico mentre l'abbazia ritornò nelle mani della congregazione pulsanese di rito latino e bizantino. Della struttura fanno parte ancora gli eremi, che all'epoca della loro costruzione venivano utilizzati come abitazioni per i pellegrini; oggi sono tutelati dal Fondo per l'Ambiente Italiano e non vengono più utilizzati a quello scopo, ma il monastero continua ad ospitare i fedeli devoti che facciano richiesta di un rifugio, per brevi periodi di ritiro.

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