Settembre 20, 2019
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Immersioni nel Salento

Incorniciato in un panorama naturale meraviglioso e intatto, reso caratteristico da spuntoni di roccia e da scogliere dalla ricca fauna, il Salento non è solo un angolo di Italia perfetto per una vacanza immersi in una natura generosa e lussureggiante.

È anche un posto meraviglioso per gli amanti delle immersioni, dato che la bellezza che si rivela sulla sua terraferma è pari a quella che sta nascosta agli occhi qualche metro sotto il livello del mare. La forma delle coste rocciose, i fondali particolarmente ricchi di flora e la presenza di pesci e animali marini di ogni specie rende infatti i fondali sabbiosi del Salento lo sfondo ideale per un'avventura sott'acqua. Non a caso nei dintorni proliferano scuole di diving e negozi che noleggiano attrezzature per ogni livello di immersione, a disposizione degli appassionati, sia esperti che principianti.

San Cataldo

Partiamo da San Cataldo, una località di piccole dimensioni a qualche chilometro da Lecce. Troviamo un fondale sabbioso e basso, dall'acqua limpida e dalle condizioni atmosferiche quasi sempre tranquille, specialmente durante il periodo estivo. Il fondale più interessante lo si incontra al largo, dove si raggiungono i 40 metri di profondità: qui, metri e metri sotto il livello del mare, proliferano numerosissime specie di animali acquatici, quali le Spugne. 

Più vicino alla costa, a circa 20 metri di profondità, si possono ammirare pesci quali i Saraghi, e altri animali che sfuggono agli occhi inesperti, essendo mimetizzati sul fondale. Con un po' d'attenzione e di pazienza, si può scorgere qualche esemplare mentre emerge dalla solo apparentemente monotona sabbia.

Parco naturale Le Cesine

Poco più a sud di San Cataldo si raggiunge la riserva Le Cesine, nelle cui acque sfilano pesci eleganti e spesso raggruppati in piccoli branchi, e la Corvina, un pesce noto per il fatto di emettere degli schiocchi rumorosi. Il fascino dei fondali salentini continua ad Otranto, la più orientale fra le città del Belpaese; qui vive un ecosistema talmente ricco che descriverlo è un'impresa assai ardua. Si tratta di una location adatta soprattutto per i subacquei più esperti, data la complessità delle grotte e delle insenature e la presenza di affascinanti relitti sommersi che testimoniano quanto il porto di Otranto fosse un tempo frequentato e celebre.  

A settentrione di Otranto, passato il Castello Aragonese, si giunge alla Missipezza, una secca contenente una collina sommersa di circa 30 metri d'altezza, la cui cima si trova a qualche metro sotto il livello dell'acqua. Chi si immerge in questo luogo potrà ammirare la bellezza di una vasta popolazione di aragoste e corvine che si sono insediate nella scogliera.

Missipezza

L'immersione a Missipezza non è per tutti, ma solo per i sub più esperti, dato che la presenza di correnti anche forti nell'acqua non lo rende un posto esattamente tranquillo... chiunque sia così preparato da volercisi immergere non dovrà mancare di visitare la grotta "lu lampiune", o Il Lampione, uno scavo nella roccia che ospita delle luminosi stalattiti.

Capo di Otranto

Per sub esperti rimangono anche le acque del Capo d'Otranto, dove si incontrano le acque di due mari; anche qui, inutile sottolinearlo, la presenza di correnti forti e continue rende l'immersione un po' complessa, per non parlare della profondità, che si aggira sui sessanta metri. A rendere più pittoresco questo luogo selvaggio è il Faro abbandonato di Punta Palascia, che sovrasta le acque limpide e pulite di questa scogliera ricca di corallo e scorfani.

Santa Maria di Leuca

Fra i punti di immersione più amati e conosciuti del Salento resta però Santa Maria di Leuca, a sud del territorio, che consiste in una serie di insenature e grotte che rendono il paesaggio estremamente suggestivo sia sopra che sotto il livello dell'acqua. Per immergersi si parte del porto turistico della cittadina, e quindi si può scegliere se andare verso ovest (cioè verso Punta Ristola) o verso est.  Ad est si raggiunge Punta Meliso, caratterizzata dalla presenza di pareti di roccia a strapiombo sul mare; la costa occidentale invece ha delle falesie più basse, tranne per la parte che raggiunge "Torre Marcheddhu", una zona conosciuta per la presenza di numerose grotte e abbastanza affollata dai turisti durante i mesi estivi.

Grotta del Diavolo

D'obbligo è ricordare la Grotta del Diavolo (fonte di reperti archeologici celebri) e la Grotta delle Tre Porte, mentre i fondali che sono ai loro piedi sono adatti anche per i sub alle prime armi per la loro tranquillità. La zona è particolarmente ricca di polpi e anche delle famigerate murene, loro predatrici. Sotto Punta Ristola, specialmente durante i mesi freddi, si possono intravedere grandi esemplari di spigole, mentre di fronte al Capo di Leuca si trova il relitto di una nave della marina italiana, il Pietro Micca, affondato durante la seconda Guerra mondiale e ancora oggi ancorato negli abissi, a 80 metri di profondità, rappresentando in silenzio uno dei panorami marini più affascinanti della magica terra del Salento.

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