Novembre 13, 2019
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Visitare Galatina, cosa vedere e cosa fare

Galatina è un comune dell'entroterra leccese ed è stata letta città d'arte in tempi recenti.

il suo centro urbano si è sviluppato prevalentemente nel Medioevo e in ultima istanza nel cinquecento, un periodo che le ha regalato evidenti origini signorili, data la moltitudine di palazzi e strutture civili nate al tempo di Galatina come contea e ducato.

Luoghi di interesse

Sono molte le architetture religiose che val la pena visitare, soprattutto nell'area del centro storico; come la Basilica di Santa Caterina d'Alessandria. Monumento nazionale sin dalla seconda metà dell'Ottocento, venne fatta edificare dal Raimondello, conte di Lecce e Principe di Taranto, che volle un santuario a protezione del dito di Santa Caterina che egli stesso portò dalle Crociate. 

La chiesa è nel tipico stile romanico pugliese, ma contiene anche elementi del gotico; fu la moglie di Raimondello, Maria d'Enghien, a farla affrescare, chiamando a raccolta artisti di scuola giottesca e senese, dei primi decenni del XV secolo. A ridosso della basilica, si trova Palazzo Orsini. Fu voluto da Raimondello del Balzo Orsini nel Trecento, con funzione di ospedale; oggi ospita il Comune.

 Basilica di Santa Caterina d'Alessandria

La chiesa Madre dei Santi Pietro e Paolo è un altro edificio pregevole del Seicento, che venne fatto edificare su una pre-esistente struttura sacra presso la quale, fino alla fine del Quattrocento, si officiava la messa secondo il rito bizantino. La struttura custodisce una serie di tele di notevole importanza artistica, realizzate nel Seicento e Settecento, e viene presa d'assalto ogni anno, nei giorni 28 e 29 giugno, dai 'tarantolati', ovvero da coloro che sarebbero stati infettati dal morso dalla taranta. Il curioso rituale, fatto di danze e grida, sembra faccia riferimento ad un'antica pratica esoterica molto simile all'esorcismo; si dice infatti che chi abbia ricevuto il morso, sia posseduto da un demone.

Chiesa Madre

L'originalissima chiesa delle Anime Sante del Purgatorio, è realizzata a pianta ottagonale schiacciata, e ricoperta da un soffitto ligneo a lacunari ottagoni decorati dalla grande tela del Cristo Risorto; custodisce al suo interno sei pregevoli sculture in cartapesta. Tra vicoli lastricati e palme storiche, ecco apparire le ricche e barocche chiesa del Carmine e chiesa dell'Addolorata. Realizzate tra Seicento e Settecento, ospitano raffinati soffitti a cassettoni, statue policrome, affreschi e altari imponenti e fastosi, intagliati nella pietra.

chiesa anime sante del purgatorio

In zona di piazza Alighieri, è possibile visitare ciò che rimane dell'antico castello dei Castriota-Scanderbeg, famiglia del Re Ferdinando I d'Aragona. Noto anche come Palazzo Ducale, di quell'antica struttura conserva le fondamenta, su cui vennero impostate le mura attuali.

Intorno alla città, si trova l'antica cinta muraria realizzata nel XIV secolo; divisa in quattro porte imponenti scolpite nella pietra, venne eretta in prossimità del primo nucleo abitativo di Galatina, dove la falda freatica scorreva in superficie. L'opera difensiva venne ampliata e in alcuni punti abbattuta dagli Spagnoli, per volere di Carlo V; in pochi tratti di corso Maria D'Enghien e di via Giuseppina del Ponte, si trovano ancora dei frammenti piuttosto massicci, mentre in giro per la città si possono ammirare ancora tre delle cinque porte (l'ultima fu eretta nel Settecento).

palazzo

Una di queste è la Porta della Luce, dedicata alla Madonna omonima, alla quale ogni anno, i galatinesi, dedicano una festa imponente a metà tra sacro e profano: tutta la città partecipa infatti ad una due giorni fatta di processioni religiose, concerti e una fiera con articoli d'artigianato.

porta luce

A celebrazione delle sue origini signorili, a metà luglio Galatina festeggia la Notte Medievale; una serata di intrattenimento tra rievocazioni storiche, musica e bancarelle, da godere gustando le prelibatezze tipiche della cucina salentina, come la carne di cavallo, cucinata nelle tradizionali terrecotte, da abbinare alle verdure selvatiche dell'agro e alle rustiche 'cadde cadde': pagnottelle farcite con grano pestato, pomodoro e mozzarella.  

Il territorio dell'entroterra leccese, è luogo di elezione di molte primizie ortofrutticole; il terreno argilloso, si presta infatti piuttosto bene alla coltivazione della patata novella, ma l'economia regionale gode soprattutto della presenza dei vitigni. A poca distanza dalla città, sulla strada per Maglie, si ha la possibilità di soggiornare con tutta la famiglia in un ambiente storico.

La Torre, questo il suo nome, è una struttura immersa in un'ampia e fresca boscaglia, sede nel Settecento delle riunioni dei carbonari. Oggi è una masseria didattica riconosciuta e agriturismo, presso cui è possibile gustare squisitezze tipiche di produzione propria, come l'olio d'oliva locale, dal classico color giallo paglierino, e il vino Aleatico di Puglia D.O.C.

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